di Tommaso Vicarelli

Oggi proponiamo una conferenza del giornalista Maurizio Blondet che è disponibile sul canale YouTube sotto la titolazione La Russia di Putin.

In effetti dopo aver delineato la cosiddetta “strategia del caos americana”, ovverosia quella strategia il cui fine ultimo consiste nel provocare dei tumulti e delle guerre civili aizzando e supportando le fazioni avverse al governo legittimo di un dato Paese, è passato a trattare la Russia di Putin ripercorrendo le fasi più salienti dei suoi mandati dall’inizio all’attuale intervento russo in Siria.

In effetti è possibile comprendere la sfera internazionale contemporanea con riferimento specifico alla guerra siriana ed il confronto Federazione Russa da una parte e NATO dall’altra, solo facendo un passo indietro ed analizzando i vari accadimenti dal post 11 settembre ad oggi.

Dopo quella data cruciale è successa una cosa molto strana, tutti quei paesi della regione Nordafricana e Mediorientale che stavano sperimentando una notevole crescita economica e della qualità di vita grazie alle leadership autoritarie ma laiche della maggior parte dei Paesi delle due regioni indicate, sono stati attaccati dagli USA e dai suoi alleate con i pretesti più disparati.

Prima è toccato all’Afghanistan, poi all’Iraq, allo Yemen, nel 2011 alla Libia per poi toccare nello stesso anno anche alla Siria di Assad. Con riferimento specifico per i due Paesi dell’antica Mezzaluna fertile, Siria ed Iraq, una delle motivazioni che possono aver spinto gli USA ad intervenire militarmente in maniera più o meno esplicita è dipesa dal fatto che i loro più stretti alleati regionali, i Paesi dell’Islam Sunnita come Arabia Saudita e Qatar, avevano timore che i Paesi a maggioranza sciita quali Iraq ed Iran, grazie alle loro riserve petrolifere, potessero crescere eccessivamente in termini di influenza regionale.

La Siria di Assad, in base a quanto detto, potrebbe fornire un esempio schiacciante in quanto i tumulti interni nel Paese a guida Alauita iniziarono dal momento in cui Assad si rifiutò di far passare sul suo territorio un gasdotto proveniente dal Qatar ma accettò la proposta Iraniana di farne passare un altro di eguale importanza.

Come ribadito più volte in questo Blog, i fronti di protesta al governo legittimo di Assad non sono sorti in maniera spontanea ma sono stati abilmente guidati dall’esterno, tuttavia l’ingresso militare della Russia di Putin nel settembre del 2015 non ha solo riequilibrato le forze in campo ma ha ridato nuova linfa vitale all’esercito regolare siriano ormai sempre più circondato ed esposto agli attacchi nemici.

Fortunatamente l’intervento russo in Siria, così come in Ucraina, è servito da argine alle mire espansive del blocco NATO. Il blocco Occidentale guardava alla Russia come un nemico da sottovalutare ma in realtà si è rivelato un competitor dalle grandi abilità.

Seguendo un suggerimento di Brzezinski, togliendo l’Ucraina alla Russia la NATO avrebbe ottenuto due vantaggi: avrebbe tolto lo status di potenza Euro – Asiatica alla Russia e l’avrebbe geograficamente circondata. Ma la forte leadership mostrata da Putin ha evitato che anche quel Paese cadesse nelle orbite NATO.

Putin è un uomo del KGB, quando raggiunse per la prima volta il vertice del potere in Russia era semisconosciuto, ma seppe guadagnarsi i favori della gente risolvendo definitivamente il capitolo Cecenia, Oblast popolato quasi totalmente dai Ceceni, popolazione probabilmente autoctono del Caucaso che ha sposato l’Islam nella sua veste più radicale.

Dopo aver risolto vittoriosamente questa spina nel fianco, l’altro grande successo di Putin è stato aver post un argine a tutte le dinamiche privatistiche che stavano svendendo i “gioielli di famiglia russi”alle corporation americane dandole in pasto al mercato azionario di Wall Street. Blondet fa appunto l’esempio degli oligarchi, la maggior parte dei quali ebrei, che in quel momento storico specifico sono diventati ricchissimi ricevendo in prestito enormi quantità di denaro da banchieri come i Rothschild per comprare a prezzo stracciato e poi rivendere a prezzo di mercato le ex imprese di stato sovietiche, ricavandone un profitto di almeno cinquanta volte tanto.

Quanto scritto potrebbe sembrare una esagerazione ma non è così; un caso classico per spiegare in sintesi ciò che stava avvenendo nella Russia post-sovietica è quello legato a Mikhail Khodorkovsky. Khodorkovsky al tempo della caduta dell’URSS è un perito chimico ebreo che diviene improvvisamente ricco, fonda una banca e con una somma pari a 390 milioni di dollari compra la Yukos, compagnia di stato russa che gestisce la maggior parte delle riserve petrolifere russe. Ora preme fare due considerazioni: la Russia è un Paese enorme, è ricco di risorse naturali fra cui il petrolio; dire che 390 milioni di dollari sono pochi equivarrebbe ad una sciocchezza ma in questo caso, se paragonati al valore reale della Yukos, lo sono. Gli stessi americani di Wall Street rimangono scioccati da questa operazione finanziaria poiché loro avrebbero valutato la compagnia attorno ai 28 miliardi di dollari e non 390 milioni. Ovviamente era tutto un piano ordito dai banchieri sionisti Rothschild con lo scopo di saccheggiare al grande nemico i suo punti di forza.

Putin anche in questo caso si è rivelato l’uomo della provvidenza, ha bloccato questa operazione finanziaria criminale, ha incarcerato Khodorkovsky ed ha nazionalizzato la Yukos che ora tutti conosciamo sotto il nome di Gazprom. Ora questo oligarca si trova in esilio negli Stati Uniti come d’altronde hanno fatto altri dissidenti filo-Occidentali ed anti russi i quali esiliano nei Paesi del mondo Occidentale fra Svizzera, Londra e USA.

Infine Putin con la questione Ucraina ha incassato una nuova vittoria, benché il Donbass sia ancora conteso fra i filo-russi in maggioranza e le ultime sacche di resistenza filo-Occidentali, la Crimea è diventato ufficialmente un Oblast russo nel 2014 mentre Sebastopoli una città autonoma nello stesso anno. Attualmente Crimea e Sebastopoli sono 2 degli 85 soggetti federali in cui è divisa la Federazione Russa.

Link per accedere al video della conferenza, Buona Visione: https://www.youtube.com/watch?v=lOgXpu8b1JE