Contributo di Edoardo Del Principe

Quando si parla delle ONG nel mediterraneo quello che balza in mente è la famosa (ed infelice) frase di Di Maio che etichettava quelle navi come “taxi” del mare. Salvini e Di Maio sono bravissimi “leader comunicativi” i quali, se devono far arrivare un messaggio diretto all’opinione pubblica, lo fanno con meno fronzoli possibili. Questi però tralasciano una serie di dati che rendono la questione meno bianco/nera. Le organizzazioni NON governative, per definizione, non rispondono a nessuno stato, ma si adoperano per un fine in modo formale aggregando persone e denaro in modo privato, senza coinvolgimento di istituzioni. Le ONG rispondono al proprio statuto ed alle norme internazionali vigenti, non sono schegge impazzite del sistema, queste hanno fini estremamente limitati poiché la loro capacità di azione è limitata ai compiti assegnatisi. Quando una nave arriva al largo delle acque territoriali libiche per prendere un barcone di migranti e scortarli in un porto sicuro, questa non è guidata da alcuno stato e non ne è responsabile l’UE. Lo scopo di queste organizzazioni è salvare vite umane. Non si fanno dilemmi etici o politici, hanno uno scopo molto chiaro e ristretto che non gli permette di filosofeggiare sulle ripercussioni delle proprie azioni sul contesto politico internazionale. Questo non è argomentabile da nessuno, poiché se loro non agiscono in modo politico non si può dire che la loro azione sia politica. Ha sicuro ripercussioni politiche, ma non è “manovrata” da nessuno. Bisogna rispettare queste ONG? Chi salva delle vite va sempre sostenuto poiché fa parte di quei valori e principi che oggi riconosciamo come universali. La dignità della vita per noi non è in discussione, ma per una parte di mondo è negoziabile. Le ONG non si devono porre il problema se c’è un traffico di essere umani tra mafie e organizzazioni criminali jihadiste in Libia, non è un loro compito risolvere queste problematiche, non si possono nemmeno accollare il peso delle politiche europee così lacunose in materia di migrazione. L’Italia è quindi legalmente obbligata ad accogliere quei migranti? No, non esistono accordi che prevedano l’obbligatorietà di una risposta a queste ONG, ma allo stesso modo c’è una responsabilità politica e morale riguardo determinate azioni. Quale messaggio stiamo dando? La vita umana vale meno di un accordo europeo perché in questo paese non ci possiamo permettere 600 persone (lo 0,001% della popolazione). Il gesto di Salvini ha un indubbio messaggio politico, ma anche pratico, nel disincentivare quel meccanismo fraudolento che lega la tratta di schiavi africana con le mafie italiane, ma fino a quanto il fine può giustificare i mezzi se di mezzo c’è la vita di ragazzi innocenti?