di Tommaso Vicarelli

Il titolo potrà sembrare alquanto strano ma non è così, il Paese slavo punisce molto severamente qualsiasi tipo di violenza nei confronti delle donne. Ovviamente non lo fa nella maniera distorta con cui lo fanno i Paesi membri dell’UE, ma seguendo etica e raziocinio.

In Europa Occidentale si è soliti fare dei distinguo pertanto l’omicidio di una donna per mano del compagno o marito in aggiunta al consueto procedimento penale, riceve l’aggravante del “femminicidio”, un concetto che è stato creato ex-novo per fomentare l’odio del sesso femminile nei confronti dell’uomo europeo. Si esatto europeo in quanto facendo mente locale scopriamo che invece tutte le violenze che i cosiddetti rifugiati o asylum seekers hanno perpetrato nei confronti delle donne europee non sono stati tacciati di femminicidio ma si [ arrivati quasi comprenderli poiché nei loro paesi di provenienza è lecito stuprare o lapidare il gentil sesso. Ovviamente qui potremmo aprire un’altra parentesi; in effetti se un uomo di “colore” uccide un bianco è un normale omicidio, anzi si cercano di trovare delle giustificazioni, invece se un bianco uccide un uomo di “colore” allora anche in questo caso parliamo di omicidio con aggravanti di razzismo.

Tuttavia volgendo alla Bielorussia, paese molto bistrattato dai media Occidentali perché non è parte dell’UE ed è l’unica ex repubblica sovietica europea che dopo il collasso dell’URSS ha mantenuto una grandissima alleanza con la Russia, sorprendentemente incontriamo l’unico Paese europeo che non ha perso il lume della ragione. Invece di fomentare l’odio del sesso femminile ai danni dell’uomo, lo Stato fa rispettare senza se e senza ma legge e giustizia. Chi commette stupri o omicidi ai danni delle donne viene severamente punito e non è escluso che riceva la pena di morte come sentenza finale. Il gentil sesso deve essere protetto pertanto qualsiasi tipo di violenza è punito con una pena maggiorata, ma questo non apre alla possibilità, oramai consueta in EU, che si verifichi una lotta allargata a tutti gli uomini fomentata per mezzo di una propaganda giornalistica distorta. Ma quello che lascia senza parole è il contenuto di questo articolo della BBC nel quale gli stessi media che tanto difendono i moti femministi poi, pur di dar contro alla Bielorussia Paese nel quale è ancora in vigore la pena di morte, si mettono a difendere un duplice omicida condannato alla pena di morte. Tale Gennady Yakovitsky nel 1989 era già stato condannato a 15 anni per un omicidio, finché nel 2015 in un paese a 100 km da Minsk dopo aver bevuto in casa con amici per due giorni si è macchiato di un altro delitto. Traducendo quanto riporta la BBC, sembra che essendo andato in camera con la compagna sotto gli effetti dell’alcol si sia addormentato scoprendo al risveglio che la ragazza era stessa accanto a lui già morta con la mandibola rotta, mezza svestita e con diversi ferite ed escoriazioni(http://www.bbc.com/news/world-europe-43799280). Ovviamente l’articolo è fatto in maniera tale che il carnefice diventi la vittima mentre lo Stato Bielorusso che giustamente ha condannato a morte questo duplice omicida venga descritto come un regime spietato e sanguinario.

Questo è solo uno dei tanti esempi che evidenziano il piacere per la distorsione informatica che tanto affetta i media di matrice occidentale. Per il solo fatto che la Bielorussia non si sia allineata al Washington Consensus è stato motivo per crocefiggerla mediaticamente, si è arrivati persino a far passare per vittima un duplice omicida che nel 2015 ha barbaramente stuprato ed ucciso la sua compagna, pur di dar contro al Presidente Lukashenko ed al suo Stato.  Il tutto è francamente alquanto assurdo, ma questo reportage della BBC costruito ad hoc, non è altro che l’ultimo di una lunga serie di tecniche volte a colpire qualsiasi Paese che non si allinei con i grandi poteri internazionali.