di Tommaso Vicarelli

Sabato 21 aprile ho assistito ad una conferenza tenutasi nella sala del Dottorato della curia di Perugia in pieno centro storico, tema della serata era il dramma dei cristiani in Siria. Molto toccante il racconto del Dottor Haddad, ingegnere siriano cristiano ma anche professore di lingua araba presso il centro linguistico dell’esercito italiano, il quale ripercorrendo le vicissitudini che hanno dovuto affrontare i membri della sua famiglia, ha raccontato come i violenti accadimenti politici che stanno imperversando in Siria abbiano di fatto sconvolto la vita di un intero popolo.

Incredibilmente interessante l’intervento del giornalista ed inviato di guerra Gian Michalessin il quale oltre ad aver documentato in prima linea le battaglie dell’esercito siriano ed aver messo a rischio la propria vita, ha convogliato l’esperienza e le informazioni acquisite sul campo di battaglia nel suo ultimo libro “Fratelli Traditi” nel quale viene narrato il dramma che stanno passando i siriani fedeli al governo legittimo di Assad. Di fatti questi oltre ad essere perseguitati dalla costola siriana dello Stato Islamico sono attaccati anche dalle fazioni ribelli che le grandi Democrazie dell’Occidente non esitano a supportare ed esaltare.

Tenendo conto della quantità e qualità dei contenuti e per la chiarezza ed il coraggio mostrato da alcuni conferenzieri che non si sono preoccupati di andare contro il mainstream corrente sull’intricata vicenda siriana, ritengo che la conferenza in questione abbia rappresentato un vero e proprio spiraglio di luce in un cielo in tormenta.

Tuttavia al suo termine mi sono sorte queste due domande: 1) il pubblico, dopo aver visto le immagini schiaccianti che provano come ci sia una alleanza perversa fra esponenti dello Stato Islamico, servizi segreti NATO e media occidentali volti a mettere in cattiva luce Assad e Putin, si è definitivamente allineato sulle posizioni a favore dell’asse Damasco-Mosca? 2) Se si, hanno poi compreso le dinamiche che stanno imperversando a livello internazionale?

In effetti per quanto grave che sia, la questione siriana rappresenta solo l’ultima di una lunga serie di vicende che ha visto un attacco diretto all’Europa ed in particolar modo al suo fondamento più forte la matrice cristiana. Compiendo un balzo nel passato appare chiaro che i confini dell’Europa non si fermavano a quelli che oggi geograficamente indichiamo con i soli paesi membri UE, ma comprendevano anche i confini della cosiddetta Vecchia Europa. Prima ancora che i Persiani avessero tentato nella prima metà del IV secolo la sottomissione delle città greche, l’dea di Europa era già consapevolmente viva tra le polis greche, le coste dell’Anatolia a scendere giù fino alla Palestina e nella regione della mezzaluna fertile. Europee erano anche le popolazioni comprese tra le odierne Irlanda e Regno Unito nell’estremo ovest e le sterminate distese dell’Europa dell’est, Bielorussia, Ucraina e Russia, tuttavia essi non avevano ancora raggiunto lo stesso livello di sviluppo sociale, economico, culturale e politico che i greci e le popolazioni autoctone della Mesopotamia avevano già raggiunto secoli prima della nascita di Gesù, per questo non si può dire che avessero già sviluppato un senso di appartenenza comune e condiviso.

Successivamente, terminate le sanguinose e distruttive guerre del Peloponneso, il mondo classico assistette all’espansione dell’Impero Macedone che dopo la morte del suo fondatore, Alessandro Magno, si frazionò in diversi Stati Ellenistici che diedero avvio a quello che potremmo definire il rinascimento greco del mondo antico. A questo periodo seguì l’espansione ed affermazione del più poderoso e noto impero della storia quello Romano che avendo un’estensione che andava dalla Britannia alle coste del Nord Africa e dal Portogallo ai confini estremi dell’Anatolia, riuscì nell’intento di esportare il concetto di Europa ad un bacino ancora più ampio di popoli su di una estensione territoriale pressoché enorme.

Ora voi vi domanderete il perché di questo excursus storico, io rispondo affermando che non è in alcun modo possibile trattare la vicenda siriana senza prima compiere un passo indietro. L’Impero Romano da grande persecutore del Cristianesimo divenne miracolosamente il più grande promotore e difensore di esso. Fu proprio grazie all’unione fra Atene – Roma e la religione cristiana che vennero fondate le basi della vera Europa, un continente vasto che correva dalla scozia alla Palestina dal Portogallo alle distese dell-Europa dell’est questo perché era abitato da popolazioni che oltre a condividere delle caratteristiche biologiche e fisiche comuni condividevano uno stesso modus vivendi, una stessa lingua e soprattutto una stessa religione.

Tuttavia dopo la caduta dell’Impero Romano, questo concetto di una Europa Greca – Romana e Cristiana si è sempre più spostato al centro, al nord ovest ed al nord est dell’Europa ed a causa delle invasioni islamico arabe prima, ed islamico turche poi, è andato perdendosi proprio in quelle zone che assieme alla Grecia avevano rappresentato la culla della civiltà; Anatolia e Mesopotamia.

Le cause principali di questo spostamento del baricentro dall’Europa Antica all’Europa continentale di Carlo Martello e suo figlio Carlo Magno per intenderci, fu causato in primis dalla prossimità geografica delle regioni intorno al Mar Mediterraneo alla Penisola Araba, dove nacque l’Islam, ed alle regioni dell’Asia Centrale, terra d’origine delle popolazioni turche. Queste data la loro ferocia senza eguali materializzarono non solo per secoli gli incubi degli europei ma divennero anche l’etnia dominante che si sostituì quella araba nel controllo dei territori sottomessi all’ondata musulmana.

Tuttavia anche dopo l’arrivo dell’Islam numerose comunità cristiane hanno continuato a vivere in Medio Oriente con riferimento specifico per Iraq, Siria, Giordania e Libano. Sicuramente la convivenza con i nuovi invasori non fu semplice ma la loro tenacia gli permise di resistere nei secoli, il tutto finché le cosiddette “Primavere Arabe” non hanno iniziato a dilaniare Paesi nei quali prima del 2011 vigeva un regime di ordine e sicurezza. Nella conferenza sopramenzionata è stato trattato in maniera specifica il dramma che le comunità cristiane siriane stanno ahimè sopportando ma la stessa cosa potrebbe essere detta per i cristiani copti in Egitto e per quelli in Iraq. Con riferimento a questo paese mesopotamico vale la pena ricordare che prima del 2011 vi erano più di un milione di cristiani, ora il numero è calato vertiginosamente a cmeno di 300 mila, a causa degli stermini portati a termine dai miliziani dello Stato Islamico da una parte e dai ribelli anti-governativi dall’altra che in quanto a cattiveria non sono assolutamente inferiori.

Queste numerose comunità cristiane erano riuscite a mantenere integre le loro tradizioni, rappresentavano un faro di civiltà ed in un certo senso delle enclavi europee non più dal punto di vista prettamente etnico ma per lo meno da quello religioso e culturale in un contesto che aveva smesso di essere europeo ed aveva iniziato ad essere progressivamente sempre più arabo dalla nascita dell’Islam alla caduta dell’ultimo baluardo cristiano, ovvero Costantinopoli.

I miliziani dello Stato Islamici così come i noti “freedom fighters” in realtà sono finanziati dai ricchi paesi sunniti della penisola araba con il fondamentale supporto fornito dai campioni mondiali dei valori democratici, multiculturali, pluralistici ed universalistici; ossia USA, UK e Francia. Questi pur mostrandosi sensibili alla promozione dei diritti umani ed alle pratiche della “Società Civie” a livello internazionale, sono i primi artefici del disastro che sta avvenendo in nord Africa e soprattutto in Medio Oriente, non perché abbiano sbagliato in buona fede ma piuttosto perché il loro piano era proprio volto allo sradicamento di qualsiasi barlume di ordine e civiltà, l’accanimento contro le comunità cristiane pertanto non è assolutamente casuale.

Video che provano come i White Helmets dell’ONU costruiscano appositamente delle Fake News volte a colpevolizzare l’asse Mosca – Damasco  (dei tre video il primo è forse quello dalle prove più schiaccianti)

Sradicare ed annientare le comunità cristiane in Medio Oriente significa permettere l’espansione dei sunniti arabi in quegli stessi paesi nei quali prima del 2011 vigeva un regime di rispetto reciproco tra le varie fazione religiose, ma assieme all’ingresso dei sunniti ovviamente fanno il loro ingresso i loro più stretti partner occidentali. Il vero asse del male non è l’alleanza Mosca – Damasco come tutti i “giornalettisti” di regime sono soliti riproporre nel loro lavoro giornaliero di propaganda e disinformazione, ma l’alleanza tra i Paesi Sunniti ed i campioni della cosiddetta “Democrazia Universale”, USA UK e Francia, rappresentano il vero asse del demonio.