Contributo di Giulia Lipari

Dopo le posizioni prese ad Agorà in merito all’articolo 1 della nostra Costituzione, dove stando al suddetto giornalista pare che nel primo articolo della Costituzione italiana non appaia nessun riferimento alla sovranità popolare (in merito riportiamo un articolo de Il Giornale http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/gaffe-riotta-sulla-nostra-costituzione-1526953.html#/ballottaggi/tempo-reale/1) nei giorni passati il giornalista Gianni Riotta è stato al centro di una polemica con le autorità russe.

Un tweet recente, scritto peraltro in maniera non molto chiara, è stato alla base di una polemica sorta tra lui e le autorità russe, riportiamo testualmente il suddetto tweet:”la Corte Suprema russa #worldcup concede alla polizia di sequestrare a chiunque, russo o no, i cellulare se posta sui social network critice al governo #Putin.”

Alla richiesta pronta dell’Ambasciata Russa in Italia che chiedeva la fonte di tale affermazione (altrimenti trattasi di fakenews) Riotta non si è lasciato scoraggiare e ha citato non solo il Moscow Times come fonte, la cui credibilità è molto discutibile, ma anche la sentenza stessa della Corte Suprema Russa.

Peccato che chi scriva non abbia avuto modo di leggere la sentenza in madrelingua, che la polizia russa possa sequestrare a piacimento telefonini di russi e ospiti stranieri se questi postano o tweetano critiche a Putin, non si evince da nessuna parte. Si parla invece di sequestro di “qualsiasi proprietà” (cellulari, pc, macchine e soldi) appartenenti a “estremisti o presunti terroristi” nel caso in cui la polizia ritenga queste utili o funzionali alle attività eversive sopracitate.

Si riporta in questa sede il testo in inglese del Moscow Times, da cui Riotta avrebbe tratto ispirazione, a scanso di equivoci:

“A ruling from the Russian Supreme Court allows the confiscation of any property belonging to an extremist or terrorist suspect that prosecutors say was used to commit the crime. This property may include cellphones, personal computers, other electronic means of communication.”

D’altronde, è perfettamente comprensibile che una nazione ospitante un evento come i Mondiali di calcio, si veda costretta di questi tempi ad incrementare le misure di sicurezza.
Ma certo, da uno che non riesce nemmeno a capire il significato di una frase semplice come “la Sovranità appartiene al Popolo” non è che possiamo pretendere ragionamenti troppo articolati.

A quanto pare peraltro stando alle affermazioni di Riotta Putin disporrebbe di un esercito infinito ed instancabile: la polizia e i servizi russi, impegnati nei controlli di sicurezza dei Mondiali, sicuramente, troveranno il tempo di controllare ogni post e tweet, intercettare l’autore, trovarlo e sequestrargli il telefono. Sicuro.

Al di là del singolo caso in questione, il vero problema è rappresentato dal fatto che in Europa si è venuta a formare una oligarchia mediatica nel campo dell’informazione tanto influente da riuscire a gestire mezzi di informazione e fonti giornalistiche molto potenti e ramificate sull’intero territorio UE.

Pertanto il rischio che sta alla base di questo ragionamento è che nella mole di informazioni che quotidianamente riceviamo, vi sia una fetta sempre crescente di Fake News. Queste oltre a diventare progressivamente più difficili da gestire e contrastare, possono influire sulle elezioni politiche determinando in maniera più o meno diretta la scelta della classe politica nelle varie competizioni elettorali.