di Tommaso Vicarelli
Tenendo conto di quanto espresso dal Prof. Orsini in un recente intervento televisivo al programma Tagadà di LA7, ho pensato di rispondere con un commento su FB proponendo il mio punto di vista su una materia molto spinosa come questa. 
In quella puntata l’argomento ruotava attorno al perché nel nostro Paese ancora non si fosse verificato nessun attacco terroristico.
Volendo sintetizzare in poche parole quanto da me espresso; visto e considerato che secondo Orsini l’ISIS non agisce in maniera casuale ma è un nemico dotato di raziocinio, sarebbe stupido ed autolesionista se lo Stato Islamico si inimicasse due PONTI SULL’EUROPA quali Grecia ed Italia attraverso la realizzazione di attentati terroristici.
Intervento del Prof. Orsini a Tagadà LA7 puntata del 03/04/2018: 
  
Il mio commento su FB: 
Non ho ancora letto il suo libro, tuttavia dalle sue parole emerge in maniera chiara l’approccio prettamente scientifico con il quale si è cimentato nello studio di un nemico così pericoloso, versatile ed a volte invisibile come l’ISIS.
Se lo Stato Islamico ha un livello di organizzazione tale da poter mutare la propria strategia in corso d’opera, appare quantomeno evidente il fatto che, essendo un attore dotato di raziocinio, difronte alla possibilità offerta dai governi di Italia e Grecia di INGRESSO LIBERO ED INCONDIZIONATO NEL NOME DELL’ACCOGLIENZA AD OLTRANZA, solo un nemico autolesionista attaccherebbe due ponti naturali sull’Europa quali Italia e Grecia, di fatti non c’è stato nessun attacco terroristico riportato dai media in questi due paesi.
Come lei ha detto, così come Germania – Francia e UK hanno subito attacchi terroristici in risposta al loro “coinvolgimento anti-ISIS”, io mi permetto di aggiungere che lo Stato Islamico sa molto bene che organizzare attentati in Grecia ed Italia significherebbe bloccarsi da solo l’autostrada per l’Europa.
Detto ciò, non è mia intenzione affermare che governo italiano e forze dell’ordine abbiano raggiunto un accordo con l’ISIS, una specie di “Do Ut Des” segreto che permetta ai miliziani dello stato islamico di approdare in Europa a patto che questi non commettano attacchi nel suolo italiano.
Certo è vero che, se il Ministro Minniti ha sollevato la questione inerente all’alta  probabilità che attacchi terroristici possano verificarsi  nel territorio solamente ora, è solo perché siamo nel periodo post elettorale pertanto non ha più senso mantenere dei segreti di stato quando il partito uscente ha subito un ridimensionamento importante come quello avvenuto con le elezioni del 4 di marzo.
Inoltre la politica estera dell’Italia da alcuni anni a questa parte, soprattutto dal 2011 in poi, è stata sempre più debole ed ha mostrato la sua caratteristica prettamente ancillare rispetto alle volontà dei membri NATO più importanti, motivo per cui un coinvolgimento italiano anti-ISIS sarebbe da escludere a prescindere visto la recente foreign policy italiana.
Concludo sottolineando il fatto che in un contesto estremamente caotico, violento e fazioso, come quello libico non penso proprio che i servizi segreti presenti in loco, con riferimento specifico per quelli italiani e libici, siano in grado di determinare alla partenza se il Mohammed di turno è un miliziano dell’ISIS o meno