Contributo di Mattia Vicarelli

La domanda sorge spontanea, vaccini si o no? Secondo la legge n.119/2017 obbligatoriamente si. Secondo il parere di alcuni medici assolutamente si, secondo l’opinione di altri dovrebbe prevalere la libertà di scelta, mentre altri ancora si schierano con il no. In merito, di articoli e dibattiti ne sono stati prodotti a iosa. Il fatto interessante è che, in gran parte di questi, l’approccio alla tematica è stato del tutto orizzontale, senza però considerare in maniera riguardevole il lato umano che coinvolge le famiglie.

Sin dal principio, quando l’attuale legge era ancora decreto, alcune associazioni avevano sollevato il quesito del perché proprio l’Italia necessitava così freneticamente di una legge tanto delicata, soprattutto in uno scenario di piena crisi socio-economica come quello attuale. Nessun rappresentate delle istituzioni è stato in grado di fornire risposte esaustive o dati certi in merito alla cosiddetta “emergenza vaccini”. Come molti di voi ricorderanno l’unica parola che ripetevano e tutt’ora continuano a reiterare è “immunità di gregge”. Ma nello specifico cosa significa?

<< L’immunità di gregge, o di gruppo, è il fenomeno per cui raggiunto un certo livello di copertura vaccinale tra la popolazione, di solito il 95%, anche gli individui non vaccinati (perché troppo piccoli, o immunodepressi, o deboli in quanto malati) godono dei benefici dell’immunizzazione ugualmente, in quanto circondati da individui vaccinati e che quindi non trasmettono la malattia ed evitano anche il propagarsi delle patologie infettive. >>

http://www.corriere.it/video-articoli/2017/06/23/che-cosa-l-immunita-gregge/473fbb90-5800-11e7-abb9-de301c7bc284.shtml

Brevemente, senza sconfinare in approfondite analisi medico-scientifiche, per le quali non avrei comunque le adeguate competenze, credo sia necessario fare alcune considerazioni in merito alla definizione su riportata.

In Italia attualmente il 13,5%  della popolazione appartiene ad una fascia di età compresa fra  0 – 14 anni.  La legge n.119/2017 prevede l’obbligo vaccinale per la fascia di età 0- 16 anni, ciò sta a significare che la copertura vaccinale interesserebbe il 95% della popolazione compresa fra  0-16 anni, ovvero circa il 15% della popolazione totale. C’è da dire infatti che molti vaccini non hanno durata permanente, come ad esempio difterite-tetano-pertosse, per i quali è consigliato ripetere le vaccinazioni almeno ogni dieci anni. Inoltre vaccinazione non è sempre sinonimo di immunizzazione.
Da ciò si evince che buona parte della popolazione potrebbe non essere immunizzata, o comunque potrebbe non esserlo completamente.

Impedire l’accesso scolastico ai bambini non vaccinati oltre ad essere una misura eccessivamente restrittiva è anche contraddittoria, se si pensa che maestre, professori, operatori scolastici e in generale tutto il personale scolastico, per la maggior parte non ha ripetuto le vaccinazioni. In tal senso, dopo essersi resa conto della mancanza, il ministro Lorenzin ha pensato bene di richiedere ai docenti di produrre un’autocertificazione attestante le vaccinazioni effettuate. Ovviamente il malcontento degli insegnanti ha per il momento impedito la richiesta di ulteriori verifiche per accertare se le autocertificazioni fossero più o meno veritiere.

Altra contraddizione sta nella vita sociale che legittimamente ogni individuo ha il diritto di avere. infatti dopo la scuola i bambini svolgono numerose attività, come lo sport o semplici frequentazioni ludiche, entrando in diretto contatto con soggetti potenzialmente non vaccinati. Se dovessimo estremizzare questa legge prendendo alla lettera i suoi principi, dovremmo arrivare ad immaginare ghetti tra bambini normalmente vaccinati e non vaccinati. Una situazione apparentemente paradossale, ma non assurda se si osservano gli attuali deliri provenienti dalle istituzioni.

Purtroppo, uno dei motivi, o forse l’unico, per cui l’Italia si è fatta promotrice di questo “esperimento” di ultra vaccinazione di massa, non è attribuibile semplicemente a qualche presunta emergenza costruita ad hoc dai media, ma piuttosto ad una precisa volontà impostaci dai supervisori d’oltre oceano. Non reputo sia necessario entrare nel merito del perché sia stata scelta prima l’Italia, molti probabilmente lo possono intuire, sicuramente l’aspetto economico e in un certo qual modo geopolitico hanno il loro peso.

http://www.aifa.gov.it/content/litalia-capofila-le-strategie-vaccinali-livello-mondiale

Tra le caratteristiche intrinseche del “sistema politicamente corretto” c’è la capacità di creare etichette in grado di spostare l’attenzione sul dualismo giusto sbagliato, non poche volte questo degenera poi in legale illegale. Come già detto i media svolgono un ruolo determinante, tanto da condizionare il pensiero di massa. Non poteva quindi non mancare la divisione tra coloro che sono favorevoli e promotori delle vaccinazioni obbligatorie e i contrari, i così detti no vax, categoria esigua composta da elementi ideologizzati per emulazione di uno schema artificioso. Fortunatamente ancora c’è una discreta dose di buon senso tra le persone comuni, difatti non è difficile constatare che tale distinzione propinata dal sistema è una mera invenzione mediatica. Al contrario, nella realtà, vige uno stato di incertezza e a volte di timore, determinato dal fatto di non saper riconoscere la scelta più giusta per il bene dei propri figli.

Troppo spesso le ASL si rivolgono a bambini e genitori come se questi fossero degli automi ai quali imporre le proprie convinzioni. Frequentemente il personale medico pro vax assume atteggiamenti impositori anche nei confronti dei propri colleghi o infermieri di “libera scelta”, una condotta da adlocutio finalizzata ad egemonizzare il potere persuasivo dei favorevoli alle vaccinazioni obbligatorie. Per questi soggetti il giuramento di Ippocrate è ormai una proforma, tanto da trasformare di fatto la nobile professione di medico in quella di funzionario asservito alle volontà delle big pharma.

Ovviamente  l’ampia portata dell’argomento non permette di affrontare altre problematiche, come ad esempio gli effetti collaterali delle vaccinazioni, o in alcune occasioni l’abuso di potere da parte di presidi e dirigenti scolastici che attraverso circolari discutibili interpretano la legge a proprio piacimento. Offre comunque un chiaro spaccato dell’Italia contemporanea, logorata dal caos e dalla gestione del potere in mano a corrieri della sovversione, i quali, veicolando l’attuazione di progetti  transnazionali contro il loro stesso popolo, contribuiscono alla dissoluzione fisica, morale e spirituale di un’intera civiltà plurimillenaria.

Fatte le dovute considerazioni, verrebbe da domandare ai governanti cosa sia per loro la libertà nella democrazia del terzo millennio.