di Tommaso Vicarelli

Seppur comode, la apps di Cupertino crescendo in maniera ipertrofica hanno fatto “terra bruciata” intorno a loro. Tuttavia è anche vero che per quanto riguarda Airbnb ed il settore che questa app tocca, ovverosia quello del turismo, ci troviamo d’innanzi ad un dilemma.

Se è vero che Airbnb ha messo in difficoltà molti operatori nel settore del turismo è altrettanto vero che la miopia delle istituzioni locali così come nazionali da una parte, e l’immobilismo e la poca industriosità degli imprenditori del turismo dall’altra, hanno di fatto permesso che anche in Italia, Paese che potrebbe ricevere benefici enormi provenienti dal settore del turismo, Airbnb abbia attecchito in maniera profonda e ramificata.

In risposta al recente servizio di Report sul business di Airbnb, di seguito riportiamo l’email inviata da un nostro lettore alla redazione del programma di RAI 3 specializzato per l’appunto sulle inchieste giornalistiche:

Buonasera,

Vi contatto per il servizio andato in onda stasera su Airbnb riguardo gli affitti a breve termine, servizio di parte (lobby albergatori) ed irreale, incompleto, fa’ passare tutti gli operatori come criminali evasori;

innanzitutto avete omesso di dire che i maggiori comuni d’Italia, incluso il mio dove opero, hanno imposto con decreto (pene multe di migliaia di euro) di registrarsi presso il Suap e quindi i comuni italiani hanno già una mappatura di chi opera affittando a breve termine, non c’e’ bisogno di chiedere nulla ad Airbnb;

Avete omesso di dire anche che chi come me affitta a breve termine paga la TASI sestuplicata ( io personalmente da circa 120,00/140,00 euro l’anno pago 653,00 euro ) solo perché si osa cercare di mettere il naso fuori dalla merda ed inoltre ricordo che oltre ad incrementare il turismo quindi l’incoming, siamo anche a titolo gratuito sostituti di imposta per raggranellare la tassa di soggiorno per conto dei comuni;

Ultimo ma non ultimo, ognuno col proprio appartamento, sudato e pagato ci fa’ il cavolo che vuole, visto anche che fino a 5 minuti fa’ il governo di regime offriva una rendita mensile ai proprietari di immobili che avessero ospitato un migrante, il tutto usufruendo dei  soldi pubblici, ovvio…

Per cui un pessimo servizio, di parte, incompleto e discriminatorio, ma si sa’, per voi conta solo l’audience.

Sergio Schifano

Mi permetto di aggiungere che se le autorità locali assieme agli albergatori della zona avessero sviluppato e creato delle piattaforme telematiche per incentivare i flussi turistici intra ed inter nazionali, molto probabilmente Airbnb non sarebbe diventato così ipertrofico.

Inoltre ogni persona è libera di utilizzare i propri immobili come meglio crede!