di Tommaso Vicarelli

La nascita del Blog Futura giunge per me in un momento molto particolare della mia carriera universitaria, sono al termine della mia magistrale in Relazioni Internazionali e da luglio del 2017 vivo in una regione d’Europa nella quale confluiscono tutte le tensioni che vedono contrapporsi il mondo Occidentale ad Ovest e quello Russo ad Est.

Voi penserete che io stia esagerando ma ahimè quello che succede nella sfera internazionale ed in particolar modo lungo quella linea di demarcazione che corre da Tallin fino alle sponde del Tigri e l’Eufrate, da ragione alla mia visione delle cose.

Se da una parte c’è stata una chiara volontà di aprirsi al mondo delle democrazie occidentali senza però minare dall’interno il fulcro delle tradizioni religiose, storiche, culturali e linguistiche russe, dall’altra, nel blocco a trazione statunitense, la volontà è solo ed esclusivamente quella di esportare ed imporre un modello che poco si confà alle caratteristiche della Russia e dei suoi più stretti partner.

Come accennato nell’introduzione è da luglio dell’anno scorso che vivo in Est Europa, in estate sono trasferito a Kaunas in Lituania per prendere parte ad un Exchange programme finanziato dall’Unione Europea, successivamente terminato questo periodo ho avuto la possibilità di trasferirmi a Minsk dove sto effettuando uno stage presso l’Ambasciata d’Italia a Minsk.

Potrà sembrare assurdo ma è proprio nel paese più chiuso d’Europa, aperto solo alla Russia ed altri pochi eletti, che io sto trovando una realtà ancora sana che non ha rinunciato alle proprie radici come purtroppo avviene dall’altra parte della “nuova cortina di ferro”. Attenzione non serve andare nei paesi ad atesimo di stato come Francia, Germania, UK, Olanda, Belgio, Paesi Scandinavi nei quali Dio è stato spodestato dal suo trono per essere sostituito dal dio denaro, in quanto volendo tracciare un paragone appare chiaro come le dinamiche erronee che da Bruxelles si propagano in tutta Europa hanno purtroppo già infettato un regione dell’UE che io ritenevo potesse vantare delle caratteristiche ancora identitarie.

Le popolazioni baltiche, dopo secoli di dominazioni russa, volevano evitare di ritornare all’interno di una pressante orbita russa ma per evitare questo “rischio”, hanno deciso di sposare appieno tutte le direttive che l’UE è solita promuovere. Scrizianizzazione forzata, ateismo di stato, l’ingresso di una sempre più aggressiva economia di mercato alla quale si aggiungono dinamiche in pieno stile neolberale volte alla distruzione del Wlafare state, l’adozione dell’EURO, politiche volete alla promozione di pratiche non in linea con il naturale corso delle cose, dalla propaganda omosessuale nelle scuole ed università a quella degli innumerevoli gender che sono sorti nei nostri giorni, per concludere con una aggressiva politica estera antirussa.

La Russia di Putin non è teoria ma realtà, il leader russo ha saputo traghettare il paese fuori da una buia situazione ed ha fatto in modo tale che questo potesse risorgere dalle proprie ceneri, se io avessi potuto decidere per le sorti dei tre piccoli paesi baltici avrei sicuramente optato per una apertura temperata ad entrambi i fronti ed avrei cercato di costituire una reale confederazione stati tra i cosiddetti  “Vishegrad  Countries”, senza rischiare un allineamento estremo con il blocco UE e senza rischiare il ritorno di un assorbimento nella grande sfera russa. Sicuramente i baltici hanno molte più cose in comune con i russi che con gli europei occidentali, benché a loro non piaccia sentire questa cosa in quanto vivono la loro esistenza nel perseguimento del modella di vita germanico o scandinavo in quanto si sentono “tedeschi” e non baltici, tuttavia mettendomi nei loro panni ammetto che dopo anni di dominio russo avrei voluto anche io optare per una autodeterminazione. Tuttavia ci sono modi e modi, un conto è intraprendere il percorso di indipendenza costituendo una confederazione di stati con i paesi sorti dall’ex blocco socialista in modo tale da formare un attore dal peso specifico importante in grado di tessere relazioni alla pari con la Russia da una parte e l’UE dall’altra, un conto è mettersi nelle mani dei paesi UE firmando ad occhi chiusi un patto con satana che di fatto li ha legati mani e piedi ad i voleri del blocco a guida americana. In effetti in questo momento i paesi baltici sono come un prigioniero legato sul rostro di un vascello ottocentesco che sta navigando di gran carriera contra la nave nemica per speronarla. I nani baltici sono di fatti spinti e supportati politicamente dall’UE e militarmente dalla NATO=USA per una politica sempre più aggressiva nei confronti del gigante russo.

Volendo concludere il primo di una serie di articoli che andranno a sommarsi a quelli che io, Andrea ed i nostri collaboratori scriveremo per il blog Futura, preme ricordare che non serve fare dei voli pindarici per immaginare all’idealtipo delle relazioni internazionali nel confine Europa Occidentale ed Europa dell’est soprattutto se sei un piccolo stato. La Bielorussia per esempio mantiene ottime relazioni con Russia ed UE ed a mio avviso rappresenta una formula matura e saggia per evitare il sorgere di tensioni successive. I critici a questa mia posizione diranno che la Bielorussia dipende in toto dalla Russia, anche se fosse vero preme ricordare come Russi e bielorussi sono cugini e condividono un approccio simile alle cose, io mi preoccuperei più dell’UE che spinge afficnhè tutti i paesi membri rifuggano dalla propria natura per sottomettersi alle norme dei banchieri e della BCE.