Riflessioni sul progetto Erasmus

di Tommaso Vicarelli

Solitamente preferisco trattare tematiche di politica internazionale prese nella singolarità di ogni specifico evento, in modo tale da poter approfondire ogni accadimento da più punti di vista.

Di fatti parlare della sfera internazionale nella sua interezza  richiederebbe uno sforzo troppo lungo e soprattutto comprensibile ai pochi in quanto le dinamiche che sono state messe in moto dalla fine del secondo conflitto mondiale in avanti, prima nel solo mondo occidentale per poi espandersi in maniera pressoché globale, sono molto difficili da percepite e comprendere.

Tuttavia è da diverso tempo che sento il bisogno di mettere nero su bianco quello che penso sul progetto Erasmus, il problema sta proprio nel fatto che questa è una di quelle tematiche dalle molteplici sfaccettature che meriterebbe un libro “ad hoc” esclusivamente dedicato.

A febbraio parlando con il vicario dell’Ambasciata d’Italia a Minsk avevo fatto presente che la macchina di pubblicizzazione del progetto Erasmus  parlasse di tutto tranne che della cosa più importante, ovverosia lo studio.

Di fatti i clip video le foto e i vari siti web, UE o afferenti, che si occupano della promozione di tale progetto, trattano in maniera solamente marginale tematiche inerenti all’Università, mentre la percentuale sale in maniera vertiginosa per tutte quelle cose che magari hanno a che fare con la “vita da studente stereotipata” quali: divertimento, nightlife, sesso ed l’alcool, ma che dovrebbero essere lasciate al di fuori dei canali istituzionali.

In quell’occasione la sua risposta è stata: “Vicarelli non è che ci siano oscure trame massoniche dietro il progetto Erasmus“, ci tengo a precisare che sia in quell’occasione  che in altre conversazioni con lui, non ho mai tirato fuori la parolamassoneria“, il che sta a significare che il suo atteggiamento prevenuto in realtà celi un’altra verità.

Sorge spontanea una riflessione; prendiamo per vero ciò che i cosiddetti “conspiracy theorists” dicono in merito ai piani segreti delle varie logge massoniche, ovverosia che il loro obiettivo finale è  governare il mondo mediante lo sviluppo di una rete globale gestita da pochissimi eletti i quali hanno il potere di fare in modo che ogni decisione venga accettata passivamente da una popolazione mondiale completamente assoggettata ad essi.

È chiaro che rendere i giovani europei degli irresponsabili erranti in preda a crisi di astinenza da divertimento, feste, discoteca,  drink e sesso perenni, sarebbe solo una delle tante strategie atte a rendere la popolaziine globale, in questo caso quella europea, sempre più in balia dei piani perversi di questa ristretta leadership mondiale.

Il problema è che gli effetti del progetto Erasmus contribuiscono concretamente a rendere i giovani europei non solo sempre più lontani dalle tradizioni delle loro comunità di origine ma soprattutto spiritualmente, caratterialmente e fisicamente più deboli rispetto alle generazioni dei loro nonni, i quali a 12 anni erano già responsabilizzati ed autonomi.

A questo punto colgo l’occasione per riportare il contenuto di un post che ho casualmente letto su FB di un ragazzo di Orvieto che dopo aver fatto l’Erasmus  a Madrid ha voluto esprimere dubbi e perplessità su questa tematica. Utilizzando la vincente metafora della “bolla”, ha giustamente scritto che l’Erasmus è una bolla nella quale vengono inculcate nelle menti dei ragazzi dei modus vivendi dichiaratamente sopra le righe e volti all’eccesso dei costumi, che poco hanno a che vedere con la vita reale. Affermando come associazioni quali ESN siano atte a promuovere proprio uno stile di vita sregolata.

Continuando aggiunge che ci sono tre categorie di studenti post-Erasmus: quelli che  troveranno impieghi redditizi negli hub più importanti della globalizzazione, quali Londra – Amsterdam – Bruxelles – NY – Hong Kong, specificando che in questa categoria rientrano solo poche persone elette. Poi ci sono quelli che gireranno il mondo mediante stage retribuiti una miseria, saranno sempre ad un passo dalla realizzazione finale anche se questa non arriverà mai. In fine vi sono coloro i quali ritorneranno mestamente nelle loro città di origine in una vita di rimorsi e sogni gettati al vento, i cosiddetti sconfitti.

Concordo con l’attenta analisi ma mi permetto di aggiungere che coloro i quali saranno costretti a far ritorno nel loro luogo di origine senza nessuna proposta allettante all’orizzonte, nell’eventualità che dovessero compiere un sano percorso introspettivo, avrebbero la fortuna di ritornare a comprendere quanto importante sia riscoprire le proprie tradizioni. Al contrario quelli della prima e seconda categoria, sentendosi sul piano materiale realizzati o quasi realizzati, in realtà andrebbero inconsapevolmente a lavorare per la realizzazione di quegli stessi piani e la promozione di quelle stesse pratiche volte ad esportare ed imporre il modello della globalizzazione in giro per il mondo. In sintesi sarebbero solo le pedine di questa ristretta leadership mondiale.

Personalmente ritengo che per avventurarsi in queste analisi si deve aver già compreso parte delle dinamiche che stanno imperversando nella sfera internazionale. Il suo sfogo è espressione di colui il quale sta iniziando a svegliarsi dal sonno perenne ed a percepire che forse c’è qualcosa che non torna , ma non è riuscito ha comprendere la totalità delle cose.

Come giustamente fanno le associazioni antivaxe prolife che lottano rispettivamente contro l’imposizione di un numero abnorme di vaccini e contro l’aborto,  lui nel suo piccolo ha manifestato i suoi dubbi in merito ad un progetto come quello Erasmus che è stato sistematicamente utilizzato dalle elite di Bruxelles come Cavallo di Troia per minare dall’interno i paesi membri UE e sradicare i suoi giovani, la parte vigorosa di ogni paese, dalla propria terra di origine.

Il problema sta nel fatto che così come le associazioni antivax e prolife, benché portino avanti le loro battaglie in maniera molto determinata, cadano nell’errore di pensare che lo scontro tra le forze del bene e quelle del male venga vinto dalle prime nell’eventualità che si dovesse riuscire ad impedire l’imposizione massiccia di vaccini o a bloccare la propaganda pro aborto senza tener conto delle altre dinamiche maligne in campo; lo sbaglio che commette questo ragazzo con il suo sfogo è quello di  non aver compreso come il progetto Erasmus in fondo sia solo una delle tante tecniche utilizzate per assoggettare i popoli europei.

Le varie propagande pro omosessualità, pro gender, pro femminismo, pro aborto, pro vaccini, pro multiculturalismo, anti cristiane, per non parlare di tutte quelle volte alla promiscuità esclusivamente tra le donne europee ed uomini provenienti da altri continenti, con riferimento specifico per africani e musulmani bypassando di fatto il sempre più indebolito uomo europeo, sono alcune delle tecniche portate avanti dai campioni della globalizzazione rampante. Con questo voglio sottolineare il fatto che il giustamente criticato ed accusato progetto Erasmus sia solamente una piccola parte dei problemi.

Concludo riportando le parole che Dante nel 26esimo canto dell’Inferno fece dire ad Ulisse: “fatti non fummo per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. Il piacere della conoscenza rappresenta una delle spinte principali dell’uomo, pertanto ben venga viaggiare, conoscere nuovi paesi lingue e culture ma il tutto lo si deve fare con ordine e disciplina, non certo nel mito del divertimento ad oltranza che il progetto Erasmus ahimè non sembra volersi discostare dal promuovere.

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